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Ragione pubblica e società plurale. Modelli teorici e forme istituzionali per le democrazie post-secolari

2010

Proponente: Paolo Monti e Stefano Stortone
Durata del progetto: 24 mesi
Area di indagine prioritaria: Filosofia e Scienze Sociali

Il progetto si propone di sviluppare una ricerca di natura filosofica sull’esercizio storico contemporaneo della ragione pratica come ragione pubblica, e di mettere in relazione tale livello epistemologico e antropologico con la proposta di un modello di democrazia e una concezione dello stato che superi le ristrettezze del paradigma lib-lab e muova in direzione di un approccio relazionale e morfogenetico.
La ricerca intende rilevare gli elementi di criticità e di convergenza emersi nel dibattito recente circa i modelli teorici della ragione pubblica, che se da una parte si vorrebbe proporre come ambito della razionalità condivisibile fra i diversi attori della società politica e civile, dall’altra è spesso in difficoltà a giustificare la normatività dell’universale politico nei confronti sia delle universalità religiose, sia dell’universale tecnocapitalistico. Si intende dunque discutere quale modello di ragione pubblica sia in grado di tenere in unità poteri economici e tecnoscientifici, relazioni sociali, pratiche religiose.

In connessione con tali premesse, si vuole parallelamente mostrare come sul piano dei concreti processi sociali e politici la società plurale e l’interconnessione globale chiamino ad una riconsiderazione dei concetti di comunità, autodeterminazione e rappresentanza politica, laddove il crescente ruolo pubblico della società civile impone una riflessione sul grado di ambizione che essa può avere rispetto alla società politica in crisi. In altre parole, ci si domanda – sia in chiave filosofica che empirica – se la società civile debba essere inevitabilmente limitata a svolgere un ruolo esterno alle istituzioni politiche o se essa può ambire ad entrare “di diritto” nei processi decisionali pubblici, ovviamente modificando l’assetto istituzionale secondo la propria natura e identità, preservandone ed innovandone il carattere democratico.
I vari versanti della questione vengono affrontati con metodo specifico e secondo una successione di passaggi: ricostruzione critica del dibattito contemporaneo, elaborazione di sintesi e collegamenti fra i maggiori contributi emersi, confronto con esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari, organizzazione di eventi seminariali aperti al pubblico, analisi e discussione di alcune concrete esperienze normative e di buona pratica.

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