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Sviluppo del territorio e innovazione sociale

Può esistere una circolarità virtuosa tra innovazione tecnologica e sviluppo sociale, personale e comunitario?

«Solo se vengono rettamente compresi nel loro reale significato e capiti nelle rispettive potenzialità di trasformazione dell’uomo e del suo mondo, la tecnica e il progresso possono diventare strumenti di sviluppo, possono cioè concorrere alla realizzazione del bene comune inteso come l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più rapidamente»
(cf. Concilio Vaticano II, Cost. Past. Gaudium et  Spes, n.26)

L’innovazione sta diventando un tema sempre più decisivo per il mondo del lavoro e per la capacità delle imprese di stare sul mercato. Secondo alcuni studiosi le vecchie distinzioni tra i diversi comparti produttivi starebbero ormai lasciando il posto a una sola distinzione fondamentale: quella tra comparti che producono innovazione in misura e modo variabili e comparti che invece sono incapaci di produrla. E’ insomma sull’innovazione che si gioca oggi la partita più importante per quanto riguarda il lavoro. A maggior ragione questo vale per un Paese come l’Italia, povero di materie prime.

La circolarità che si instaura tra società e tecnica e l’impatto che la novità tecnologica ha sul tessuto sociale costituiscono quel fenomeno che prende il nome di innovazione. L’innovazione produce nuovi legami fra sapere e potere tali da concretizzare oggetti, relazioni e situazioni fino a qual momento inesistenti. Si tratta di un processo che modifica a fondo la società nei suoi assetti istituzionali e politici e che da essi a sua volta dipende.

Fonte di grande dinamismo imprenditoriale, soprattutto nei paesi anglosassoni ed in alcuni paesi asiatici, l’innovazione è un fenomeno recentemente diffuso anche in campo sociale, specialmente per quanto riguarda la produzione di beni e servizi a supporto delle regioni del mondo più povere o delle fasce di popolazione più svantaggiate. Questo tipo di innovazione si traduce in una miriade di nuove imprese, con importanti ricadute occupazionali.

La Fondazione Marcianum opera per creare, nel contesto internazionale di Venezia, un hub culturale interdisciplinare di ispirazione cattolica sull’innovazione sociale.

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