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Sviluppo del territorio e Beni Culturali di interesse religioso

E' possibile stimolare l'impresa culturale attraverso ricerca e formazione sui beni culturali di interesse religioso?

«Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani… Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo»
(Paolo VI, Messaggio agli artisti, chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, 8 dicembre,1965).

«In quanto ricerca del bello, frutto di un’immaginazione che va al di là del quotidiano, l’arte è, per sua natura, una sorta di appello al Mistero. Persino quando scruta le profondità più oscure dell’anima o gli aspetti più sconvolgenti del male, l’artista si fa in qualche modo voce dell’universale attesa di redenzione» (Giovanni Paolo II, Lettera agli Artisti, 1999, n. 10).

Diventa sempre più evidente, soprattutto in Italia, come la valorizzazione del territorio, delle sue potenzialità culturali e artistiche rappresenti una vera sfida per l’innovazione dei modelli di sviluppo e di impresa.
L’innovazione in questo ambito coinvolge i sistemi educativi, le istituzioni, il mondo dell’impresa e la cultura civile del Paese, tuttavia, il percorso per costruire uno sviluppo economico a base culturale sembra ancora tutto da costruire. Il piu' delle volte infatti la potenzialità dei progetti culturali nell’attivare processi di sviluppo territoriale e nell’innescare ricadute economiche viene semplicemente data per scontata, rischiando così, assai spesso, di tradursi in una mera retorica: il contributo allo sviluppo locale, citato nelle premesse dei progetti, raramente viene approfondito e gli impatti di diversa natura vengono considerati come conseguenze automatiche e deterministiche di un progetto culturale.Si tratta invece di un campo nel quale occorre lavorare con molta cura sia per quanto riguarda la messa a fuoco dei Beni con i quali si opera e del contesto socio culturale nel quale si opera, sia per quanto riguarda la valutazione dell'impatto che su quei Beni e quel contesto avrà ciò che ci si propone di fare.

La Fondazione Marcianum opera per promuovere iniziative di ricerca, formazione e divulgazione sul patrimonio culturale di interesse religioso, con particolare riferimento al Patriarcato di Venezia, che tengano conto della natura estremamente complessa di questi Beni, dove aspetti funzionali, estetici, materiali e teologici si intrecciano in modo davvero indissolubile. L’attività educativa svolta dalla Fondazione in questo ambito vorrebbe offrire un servizio alle Istituzioni civili ed ecclesiali del Patriarcato e rappresentare uno stimolo per la progettazione di iniziative imprenditoriali del territorio radicate nel senso e nell’identità dei Beni Culturali di interesse religioso che arricchiscono il tessuto urbano ed extra-urbano.

 

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