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Sviluppo umano integrale come vocazione, ragione allargata come metodo

«Ognuno di noi deve recuperare sempre più concretamente la propria identità personale come cittadino, ma orientato al bene comune. Etimologicamente, cittadino viene dal latino citatorium. Il cittadino è il convocato, il chiamato al bene comune (…). Si tratta di persone convocate a creare un’unione che tende al bene comune, in certo modo ordinata, ciò che viene definito ‘l’unità di ordine’».

(J.M. Bergoglio, Papa Francesco, Noi come Cittadini noi come popolo, 2013, 43) 

La vocazione La riflessione del Marcianum attorno alle grandi questioni dello sviluppo, ed inevitabilmente della riforma giuridica, politica, sociale ed economica, è fondata sulla profonda convinzione che non sia possibile intraprendere un percorso virtuoso di riforma e sviluppo concentrandosi in via esclusiva sulle conseguenze sociali, economiche, politiche.

Ciò che conta è ritornare alla radice dello sviluppo umano di ogni tempo, che è sviluppo della totalità della persona in ogni sua dimensione, che richiede libera e solidale assunzione di responsabilità da parte di tutti.
Si tratta di una visione elaborata dalla Chiesa all’interno del Concilio vaticano II (in particolare nella costituzione pastorale Gaudium et Spes) e riversata in tutto il successivo Ministero sociale dei Sommi Pontefici: il ruolo pubblico della Chiesa che non si esaurisce nelle sue attività di assistenza o di educazione, ma rivela tutte le proprie energie a servizio della promozione dell’uomo e della fraternità universale. 

Si tratta di pensare dunque allo sviluppo evitando i rischi di separazione tra progresso e agire morale (Paolo VI, Lettera Apostolica Octogesima Adveniens, 1971).

Il metodo Il Marcianum accetta la sfida del necessario impegno a far interagire i diversi livelli del sapere umano, e a creare una interdisciplinarietà ordinata: la carità non è dunque un’aggiunta e un’appendice al lavoro già svolto dalle varie discipline, bensì dialoga con esse dall’inizio. Il quadro odierno dello sviluppo pone l’esigenza di soluzioni innovative che sappiano rispettare le leggi proprie di ogni realtà, alla luce di una visione integrale dell’uomo comprendendo così l’anima etica ed antropologica della globalizzazione, un’anima soffocata spesso da interpretazione individualiste e utilitariste.